Biodanza e Neuroplasticità

Biodanza e la Neuroplasticità

La neuroplasticità intesa come plasticità cerebrale è un processo estremamente importante per noi ed è molto semplice da capire.
Si riferisce alla capacità del cervello di adattarsi e di apprendere e cambiare nel corso della vita di una persona e definisce il nostro sviluppo cognitivo, formando le nostre diverse personalità.

I movimenti naturali che propone Biodanza all’interno dell’interazione di gruppo, tipo la coordinazione, la flessibilità, la resistenza, la leggerezza, l’agilità, la fluidità e la velocità, il ritmo, l’equilibrio, la potenza, l’improvvisazione creativa, favoriscono l’attivazione di nuove aree del cervello.

Questo vuol dire che quando in Biodanza impari dei movimenti, il tuo cervello funziona di più e stai attivando delle aree neuromotorie e psicomotorie che eviteranno la demenza senile.

Biodanza propone un sistema complesso e completo, vuol dire che sia sul piano corporeo che su quello emozionale e affettivo esistenziale una sessione di Biodanza integra e abbraccia tutte le possibilità di proposta per favorire l’espressione di chi partecipa.

Noi abbiamo un area cerebrale, dietro il tronco encefalico che si chiama cervelletto, e ha il 10% del peso totale del cervello ma che possiede più neuroni di tutto il resto dell’area dello stesso ed è specializzato nell’apprendimento motorio.
In Biodanza siamo specialisti in movimenti.

Quando saltiamo o sperimentiamo la velocità e la restistenza, la flessibilità e l’agilità la creatività e la vitalità e tanti altri movimenti, noi impariamo a conoscerci, sappiamo che abbiamo delle possibilità e dei limiti in quel momento ma possiamo anche evolverci espandendo le nostre potenzialità.

Tutto questo si proietta nella vita con una percezione di maggiore sicurezza, maggiore apertura e un maggior rischio nel lanciarsi nella vita.

Maria Pia Tinaglia operatore di Biodanza dal 2006